sabato 28 novembre 2020

Quaranta volte Due Agosto

Immagine tratta dal sito: www.movimentoesseresinistra.it

 

Si è aperto oggi, a Bologna, il processo con il quale si cercherà di identificare i mandanti della strage del Due Agosto 1980, che alla stazione di Bologna uccise 85 persone e ne ferì 200.

E le novità non sono davvero nè poche nè di poco conto. Per il livello degli imputati, innanzitutto: l’ex generale del Sisde Quintino Spella e l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, chiamati a rispondere di depistaggio, a cui si affianca Domenico Catracchia, che nella sua qualità di amministratore del condominio romano di via Gradoli fornì false informazioni ai pubblici ministeri che indagavano sulla strage. L’ex appartenente ad Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, riconosciuto nei fotogrammi di un filmino amatoriale ‘girato’ da un turista tedesco, dal finestrino di un treno in transito dalla stazione di Bologna pochi minuti prima dell’esplosione. E poi tutti coloro che sarebbero stati indicati come mandanti, finanziatori o collaboratori a vario titolo della strage; ma che nel frattempo sono deceduti: Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi. Inoltre, il processo apertosi presso il Tribunale di Bologna dovrà far luce sul rapporto che legava il padre di Paolo Bellini, Aldo Bellini, con il procuratore bolognese Ugo Sisti (deceduto nel 2009). Tra i due sarebbe intercorsa un’amicizia che oggi si può ritenere imbarazzante, in quanto proprio nelle ore della strage alla stazione di Bologna i due si sarebbero incontrati nell’albergo di Aldo Bellini. Ma non solo, stando alle carte della Procura, nell’estate del 1980 tra il magistrato bolognese e il Bellini senior ci sarebbe stato un passaggio di denaro relativo alla compravendita di un immobile ad Ancona ma che – secondo una relazione appena depositata dalla GdF – sarebbe stato un atto strumentale per giustificare flussi di denaro tra i due, che si possono datare tra l’estate e il mese di dicembre del 1980. Questo e altri fatti sarebbero la conferma di una collaborazione di Paolo Bellini con i servizi segreti, oltre che con le frange di estrema destra le quali avrebbero collaborato nella realizzazione della Strage di Bologna. Il Bellini da giovane ebbe moto di ricevere un addestramento militare in un paese straniero ed è noto per aver ucciso nel 1975 Alceste Campanile; negli anni Novanta è stato utilizzato come sicario dalla ‘ndrangheta reggiana. In seguito divenne collaboratore di giustizia, ma le indagini intorno all’uomo dei servizi lo mettono – stando alle parole di altri collaboratori di giustizia – nella sfera di Cosa Nostra ai tempi delle stragi, ma anche impegnato in Sicilia a recuperare per conto dello Stato opere d’arte trafugate dalla criminalità organizzata.

venerdì 27 novembre 2020

La passione politica della ‘ndrangheta dei Grande Aracri

 

«Veniamo da molto lontano e andiamo molto lontano! Senza dubbio!». Parola di Palmiro Togliatti: detto, il Migliore. Mai e poi mai la guida storica del Partito Comunista Italiano avrebbe immaginato che il suo principio, molti anni dopo, lo si sarebbe potuto applicare alla criminalità organizzata, a quella ‘ndrangheta che – proprio nella terra della sua Nilde Iotti – ha trovato non solo l’indifferenza che ne ha permesso la colonizzazione delle campagne che han visto i Fratelli Cervi dar la vita per la Libertà, ma anche i presupposti perché la ‘ndrina di Nicolino Grande Aracri potesse spiccare il volo verso cieli che una cosca, governata da un contadino, come lui stesso si definisce nel corso di una deposizione al processo Kyterion, nel 2017, non avrebbe mai immaginato.