mercoledì 30 marzo 2016

Operazione Aemilia (di Sabrina Pignedoli)

Come una cosca di 'ndrangheta si è insediata al nord.

 

http://ecx.images-amazon.com/images/I/51HLvannUCL._SX329_BO1,204,203,200_.jpg
Acquista su Amazon
Sabrina Pignedoli è una giornalista de "il Resto del Carlino", redazione di Reggio Emilia. Un giorno si imbatte nelle pagine delle operazioni antimafia che hanno già interessato la provincia reggiana; e si rende subito conto che i nomi dei "protagonisti" messi al centro dell'attenzione da magistratura, polizia e carabinieri sono spesso, quasi sempre, gli stessi. Nomi e cognomi che si rincorrono; ma la cosa non convince la giovane giornalista. E Sabrina prende carta e penna, iniziando a "schedare" quegli uomini che vengono accusati di far parte della 'ndrangheta. Costruisce, così, un vero e proprio schedario, da cui può ricostruire le ragnatele di relazioni familiari e sociali degli appartenenti al sodalizio criminale. Ma non è ancora contenta, Sabrina; e per avere una lettura "perfetta" del quadro che le si sta delineando davanti agli occhi chiama un collega della Calabria. A questo punto le dinamiche sono chiare alla redattrice del "Carlino"; e non c'è da stare tranquilli.



     Operazione Aemilia rappresenta un diario che Sabrina Pignedoli scrive con coscienza, sapendo che gli argomenti che tratta sono di quelli che scottano. Tocca tasti pericolosi, arrivando a scrivere della famosa cena al ristorante di Villa Gaida "Antici sapori", all'epoca gestito da Pasquale Brescia (lo stesso che poi ha scritto la discussa lettera al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi); durante quella  cena, esponenti dell'imprenditoria locale già accusati di aver avuto rapporti con la criminalità organizzata hanno incontrato Giuseppe Pagliani, consigliere comunale a Reggio Emilia, per il Pdl. Nel gennaio 2015 Pagliani verrà arrestato, con l'accusa di aver intrattenuto rapporti con persone appartenenti alla 'ndrangheta.
     La Pignedoli si imbatte inoltre nella famiglia di Antonio Muto; e ne scrive dicendo che a un paio di esponenti della famiglia (Salvatore e Vito) il prefetto aveva vietato la detenzione di armi. Per questo riceve una telefonata inquitante, dall'addetto stampa della questura nonchè autista del questore: "I Muto sono amici miei - dice più o meno il poliziotto Domenico Mesiano - e se non la smetti ti taglio i viveri". Sabrina denuncia subito la telefonata ricevuta e per questo Mesiano verrà arrestato.
     Ma nel corso delle sue ricerche Sabrina Pignedoli indivudua le connessioni che mettono in contatto la criminalità organizzata e i "colletti bianchi", quelle persone che normalmente non dovrebbero avere alcun rapporto con i mafiosi: e invece li vanno a cercare. "Prostituzione professionale", viene definita nel libro.
    Ci sono molte spiegazioni, in Operazione Aemilia; o almeno Sabrina cerca di spiegare dal suo punto di vista, dal punto di vista di una giornalista, come abbia fatto una cosca di  'ndrangheta a diventare da "stracciona" a una vera e propria multinazionale.Arrivando ad avere contatti con le sette massoniche e con il Vaticano.
     Oggi, Sabrina Pignedoli si è costituita parte civile nel processo incardinato sull'inchiesta che ha preso il nome di Operazione Aemilia; e dal tribunale di Reggio Emilia osserva lo scorrere delle cose che ha scritto.
    
Operazione Aemilia può essere acquistato, oltre che nelle librerie, anche on-line su Amazon.it

Donato Ungaro

Nessun commento:

Posta un commento