venerdì 8 aprile 2016

"...la mafia è una montagna di merda..."

Peppino Impastato 


Marco Tullio Giordana e Claudio Fava, nello scrivere la sceneggiatura del film “Cento Passi” non usano mezzi termini; e fanno dire a Luigi Lo Cascio, che veste i panni di Peppino Impastato, una frase che rappresenta una pietra miliare della lotta alla mafia: «...io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda...».
E proprio Claudio Fava, nella sua qualità di vice-presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha preso posizione contro l'intervista al figlio di Totò Riina realizzata a “Porta a Porta” da Bruno Vespa: «...di fronte alla scomunica dei collaboratori di giustizia, il silenzio imbarazzato del conduttore di quell'intervista è la cosa grave; non il fatto che si intervistasse il figlio di Riina...». Un'intervista, quella di Vespa a Riina Jr., che ha mandato su tutte le furie mezza Italia: l'altra metà del Belpaese avrebbe, invece, acquistato il libro.
Sì, perché l'editore di Riina Family Live, la casa editrice Edizioni Anordest s.r.l. di Villorba, in provincia di Treviso, ha già annunciato che il libro è esaurito: e, dopo al prima 'tirata' di cinquemila copie, sta predisponendo la seconda edizione. Ma non solo: Mario Tricarico, della Anordest, spiega che l'intenzione è di andarlo a presentare a Palermo. Ammesso che a Giuseppe Salvatore Riina arrivi l'autorizzazione a lasciare Padova, dove deve scontare due anni di libertà vigilata.
Ma non è la prima volta che Anordest balza all'onore delle cronache: era già successo nel 2012, quando la casa editrice dovette essere oggetto di tutela da parte delle forze di polizia, a seguito della pubblicazione di un libro sull'Islam, giudicato «indecente» da un ayatollah iraniano, il quale avrebbe lanciato una fatwa contro la casa editrice trevigiana.
Certo che, in un momento in cui in Italia non legge più nessuno – e soprattutto nessuno acquista più i libri –, riuscire a esaurire nello stesso giorno dell'uscita un libro scritto da un “esordiente” è un bel successo; un successo che deve essere riconosciuto a chi ha messo in pratica la famosa frase di Oscar Wilde: «Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli». E non dimentichiamoci che la Edizioni Anordest non è Rizzoli o Mondadori. Certo, in alcune librerie è apparso il cartello sulla vetrina, che avverte che non si ordina e non si vende il libro di Riina. Un guaio enorme per la Anordest, che sarà costretta a curare la vendita direttamente dal suo sito Internet, evitando così di pagare la quota ai distributori! Altre grandi librerie, invece, il libro lo vendono; come la Feltrinelli di Padova, che però avrebbe fatto sapere all'editore che la presentazione con l'autore è annullata. “...non sappia la destra quello che fa la sinistra...”; ovvero, guadagnare sì, ma senza sporcarsi le mani: o almeno, sporcandosene una sola.
«...io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda...», diceva Peppino Impastato. E sarei pronto a scommettere che i libri su Peppino in questi giorni non subiranno un salto nelle classifiche di vendita; così come non si impenneranno le vendite di altri libri che parlano di lotta alla mafia. Eppure sarebbe questa la vera indignazione da mettere in campo; non basta non vendere il libro di Riina: si vendano a prezzo di costo i libri di autori impegnati a combattere la mafia. Si scarichino gratuitamente i testi che parlano della criminalità organizzata in Emilia Romagna (Gruppo dello Zuccherificio oppure AdEstBlog).
Non basta indignarsi e spegnere la Tv 'cattiva maestra'; bisogna agire, e dimostrare che c'è un'altra possibilità di parlare di mafia: conoscerla per capire quali sono i suoi punti deboli. E agire su quei talloni d'Achille; per isolare i mafiosi che non accettano di perdere il loro potere, che da “militare” sta diventando “sociale”, grazie al passaggio dai “sicari” agli “esperti di marketing”.
I quali, oltretutto, costano anche meno...


Donato Ungaro


Ps: l'immagine di Peppino Impastato è tratta dal sito dell'associazione Peppino Impastato - Una Vita contro la mafia.

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