domenica 28 aprile 2019

SEMIOTICA MAFIOSA: confondere

Confondere, v.tr. [coniugato come fóndere] 1. mescolare insieme disordinatamente 2. scambiare per errore: hai confuso il mio cappello col tuo 3. imbrogliare, far perdere il filo; umiliare, mortificare: – le idee a qlcu.; – l'imputato con pesanti accuse . SIN. Turbare, imbarazzare, disorientare || -ersi. v. rifl pronominale turbarsi, perdere il filo, smarrirsi.
È appena passato il 25 Aprile, caratterizzato – forse quest'anno come non mai – dallo scontro tra chi ritiene la Festa della Liberazione una tradizione superata (...un derby tra comunisti e fascisti...) e chi invece vuole celebrarla proprio per il rischio di una rinascita del nazi-fascismo.
Non voglio entrare nelle declinazioni politiche dell'uno o dell'altro fronte; non è compito mio e non ne avrei probabilmente la capacità.
Voglio invece provare a introdurre nel discorso una visione che potrebbe avere analogie con la lotta contro le mafie: il confondere l'avversario. Mi spiego: chi paragona il 25 Aprile a un derby, sostiene che certe forme di dittatura non possono riaffacciarsi alla Storia. Chi invece parla di rinascita del nazi-fascismo addita come esempio di questa possibilità esecrabili manifestazioni rievocative che tentano di ridare un significato a valori e tradizioni che l'Italia repubblicana ha bollato come illegali.

domenica 21 aprile 2019

SEMIOTICA MAFIOSA: Pasqua

Pasqua, s.f. 1. presso gli Ebrei, la festa con cui si ricordava la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto 2. per i Cristiani, festa che commemora la resurrezione di Cristo / – alta, bassa, quando cade tardi, presto / fare, prender –, accostarsi all'Eucarestia nel periodo pasquale, secondo il precetto della Chiesa / – di rose, la Pentecoste / buona – !, augurio che si rivolge a Pasqua / uova di – , quelle tradizionali di cioccolato / contento come una –, molto contento.
Oggi è Pasqua. E anche questa parola può – o almeno, dovrebbe – rientrare in un vocabolario “semiotico mafioso”; un vocabolario che al pari della semiotica, la quale si prefigge lo scopo di studiare i segni, possa ragionare sui vari significati che assumono le parole che potrebbero avere un rapporto espressivo con il pensiero mafioso e con il mondo della criminalità organizzata e dell'antimafia. Perché i vocaboli che usiamo tutti i giorni, altro non sono che segni; a cui diamo significato in baso al contesto in cui vengono utilizzati.

domenica 14 aprile 2019

SEMIOTICA MAFIOSA: anti(mafia)

Anti-²: [dal gr. antì = contro] prefisso usato in parole di origine dotta per indicare opposizione, contrasto, impedimento (antidemocratico, antinevralgico, antiaereo).
La parola antimafia sembra essere un termine moderno; nei vocabolari più vecchi non era prevista. E probabilmente già questa constatazione dovrebbe farci pensare, perché una volta – prima di Capaci e via D'Amelio – la lotta alla criminalità organizzata era affare di Magistratura e forze dell'ordine. Dopo gli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, qualcosa è cambiato; il padre del pool antimafia di Palermo, Antonino Caponnetto, prese a girare l'Italia per incontrare i cittadini, gli studenti. Da quegli incontri nacque la coscienza di una possibile opposizione civica alle mafie; di un contrasto allo strapotere e alla strafottenza della criminalità organizzata; nacque l'idea che anche i cittadini potevano essere uno strumento di impedimento per Cosa nostra, per la 'ndrangheta, per la Camorra. La parola anti, da sola, non bastava più; bisognava essere chiari e incisivi. Si doveva spiegare cosa si voleva combattere; e se l'obbiettivo erano le mafie, non si poteva che coniare il neologismo che oggi conosciamo tutti: antimafia.