domenica 28 luglio 2019

SEMIOTICA MAFIOSA: acquiescenza

Acquiescènza, s.f. l'essere acquiescente. SIN. arrendevolezza.
Una parola desueta, acquiescenza. Verso la quale ormai abbiamo quasi perso la comprensione del significato; un termine che sostituiamo più volentieri – al giorno d'oggi – con il sinonimo arrendevole. Un sostantivo femminile, acquiescenza, che per essere meglio interpretato rimanda a un aggettivo.
Acquiescènte agg. che non si oppone, che accetta la volontà altrui. SIN. consenziente, arrendevole.
Quindi acquiescente è colui che, accettando la volontà altrui, finisce per essere consenziente. Ma perché mi è venuta voglia di trattare di una parola così, una parola che oramai è relegata quasi solo in un linguaggio “tecnico” o giuridico? Perché oggi si inizia a ragionare sui cosiddetti 'nuovi reati', in un contesto mafioso in cui il legislatore è – o sarà a breve – per forza di cose destinato a rivedere il concetto stesso di associazione mafiosa e associazione esterna. Oggi che i pentiti possono tranquillamente dire nelle loro dichiarazioni che ritenevano più vantaggioso (e meno rischioso) commettere reati finanziari come la falsa fatturazione o le frodi carosello rispetto al traffico di sostanze stupefacenti, si deve aprire un ragionamento su cos'è la criminalità organizzata oggi. Ce lo spiega da molti anni la professoressa Stefania Pellegrini, che cura a Bologna un master universitario in cui viene studiato il fenomeno delle confische e del riutilizzo dei beni mafiosi; che in realtà come l'Emilia Romagna o la Lombardia sono enormemente presenti.

martedì 23 luglio 2019

SEMIOTICA MAFIOSA: solitudine

Oggi non scrivo io; oggi scrivono i ragazzi della classe quinta di Savarna, Ravenna.

Caro Donato,
dopo l’incontro con te, nel poco tempo rimasto e con le poche energie di un fine scuola intenso e pieno di emozioni, abbiamo voluto soffermarci a riflettere sulle tue parole e, in particolare, su un sentimento che abbiamo tutte e tutti percepito tutte essere al centro del racconto della tua storia, personale e civile: la solitudine.
Così, in piccoli gruppi di lavoro, ci siamo confrontati su quanto in ognuno ed ognuna di noi le tue parole avessero “smosso” e vogliamo dedicarti questi pensieri piccoli ma molto affettuosi e pieni di stima!

Solitudine: condizione in cui si trova chi è solo.
Quando il sindaco ha licenziato Donato lui ha certamente provato una grande solitudine perché non aveva più il lavoro che desiderava fare.